“a) dei terreni situati ad una altitudine non inferiore a 700 metri sul livello del mare e di quelli rappresentati da particelle catastali che si trovano soltanto in parte alla predetta altitudine […]
b) dei terreni compresi nell’elenco dei territori montani compilato dalla commissione censuaria centrale […]
c) dei terreni facenti parte di comprensori di bonifica montana.”
Pare tutto chiaro e lineare e per anni l’elemento di più facile identificazione era rappresentato dalla lettera b): la localizzazione comunale. Era quindi sufficiente acquistare dei terreni siti in un Comune che rientrava nell’elenco di legge per essere tranquilli di godere delle agevolazioni, senza particolare attenzione all’altitudine.
Adesso tuttavia, c’è stato un importante cambiamento e – purtroppo, dobbiamo dirlo – non a favore del contribuente.
Con l’art. 2, comma 1 della legge n. 131/2025 si è proceduta ad una nuova classificazione dei Comuni montani, con un’importante riduzione degli stessi, che sono passati da circa 4200 a 3715, un taglio di oltre il 10%. In particolare in Provincia di Bologna sono stati depennati Monte San Pietro, Sasso Marconi, Marzabotto, Borgo Tossignano, Casalfiumanese e Fontanelice.
In termini pratici che impatto ha questa riduzione per l’acquirente dei terreni? Il rischio è – anche laddove si voglia condurre il fondo – non potere godere del regime fiscale agevolato in sede di acquisto (e quindi pagare il 15% sul prezzo invece che imposte fisse) perché i terreni si trovano a meno di 700 mt di altitudine in un Comune che non è più classificato come territorio montano.
Ecco che diventa quindi fondamentale consultare l’elenco aggiornato, che è possibile scaricare cliccando su questo collegamento: nuova classificazione dei comuni montani.
In conclusione, sicuramente si tratta di una novità normativa che lascia perplessi, anche se si comprende come – nell’attuale non facile scenario anche per la finanza pubblica – dei tagli e degli interventi purtroppo penalizzanti possano essere necessario. L’auspicio, tuttavia, rimane che sia ben chiaro come il recupero dei territori montani sia un aspetto determinante per lo sviluppo (in primis: demografico) del Paese e aldilà di questa specifica misura il percorso di sostegno a quella parte d’Italia non venga meno e anzi continui nella linea positiva e propositiva degli ultimi anni.
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